Calabria e Parchi - Perla del Pollino

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SCOPRIRE LA CALABRIA E I SUOI PARCHI.

 
La Calabria   terra  antica   e  selvaggia ,offre al visitatore  paesaggi distruggenti  bellezza e di tracce storiche diversificate. Nel corso dei secoli molte  culture si sono alternate su questo territorio, molti sono stati i popoli colonizzatori  o invasori , attirati dal clima  mite , dalla posizione strategica al centro del Mediterraneo , dai boschi folti  e dai numerosi porti naturali. Greci , Romani ,Visigoti, Bizantini ,Normanni, Spagnoli , Francesi e Borboni hanno dominato la Calabria. In  Calabria sono presenti  comunità albanesi soprattutto nel Cosentino ,anche se non mancano insediamenti sul Crotonese e Catanzarese. La Calabria è  la migliore e la più antica  di quasi tutte le regioni italiane. Fu chiamata Ausonia per la fertilità del suolo, ora chiamata  Calabria  , il cui nome significa “abbondante”.
Vanta un patrimonio culturale e materiale vastissimo  dai  maestosi” Bronzi  di Riace “ alle tele di Mattia Preti conosciuto come “ Il cavaliere calabrese”. Terra ricca di storia ,di vaste aree archeologiche, incantevoli centri storici , culla di cultura, arte ,tradizioni ,artigianato  ,gastronomia  per i gustosi prodotti tipici che essa conserva.
La Calabria è una terra dai sapori antichi ,grazie ai vari prodotti che questa terra produce ed esporta come le clementine , la cipolla rossa di Tropea , il” Rosso Calabria” la liquirizia di Rossano, il Riso di Sibari , bergamotto , cedro ,limoni e pesche . Definita terra dell’ORO per la produzione dell’olio extra d’ olivo che produce.
La principale risorsa turistica calabrese è il mare con circa 780 km di costa che si affaccia sul Tirreno e lo Ionio è circondata da spettacolari  spiagge , da scogliere , su cui svettano suggestivi castelli e  antiche torri.
Il poeta Gabriele D’Annunzio  definì il Lungomare di Reggio Calabria , Il più bel chilometro d’Italia” favorito  dalla presenza sul territorio di numerosi Siti Archeologici ( Reggio, Crotone, Locri ,Sibari ecc.)
La principale risorsa  turistica in Calabria non è solo il mare , ma  anche il turismo montano  che si sviluppa nei Parchi Nazionali del Pollino , Sila e Aspromonte che dispongono di infrastrutture  per gli sport invernali , soprattutto nella Sila , precisamente a Camigliatello  e Lorica .

 
Scopriamo virtualmente questi bellissimi Parchi:


 
PARCO NAZIONALE DEL POLLINO.



 
Il Massiccio del Pollino, catena  montuosa dell’ Appennino Meridionale , da cui il Parco prende il nome , a confine tra la Calabria e la Basilicata , nel cuore del Mediterraneo , ha le vette più  alte del Mezzogiorno d’ Italia .Il Parco Nazionale del Pollino  che i latini dedicarono al Dio Apollo, Dio della medicina, che secondo gli antichi coloni  greci coltivava  preziose piante officinali , secondo altri Pollino potrebbe derivare da “pullus”  termine latino  usato per indicare i giovani animali condotti al pascolo . E’ il Parco più grande d’ Italia  istituito nel 1993,il suo territorio comprende in tutto 56 comuni ,32 in Calabria (provincia di Cosenza) e 24 in Basilicata ( 2 in provincia di Potenza e 2 in provincia di Matera).Tante sono le specie arboree presenti nel Parco  abete bianco, sette tipi di aceri , il pino nero ,querce , castagno .L’ emblema del Parco Nazionale del Pollino è il “ Pino Loricato”(Pinus  Leucodermis) .Questa conifera è facilmente riconoscibile per il colore bianco del legno ( a cui deve il nome scientifico  leucodermis che vuol dire “ dalla pelle bianca”) e la caratteristica forma a placche della corteccia ( il nome volgare “loricato” deriva da “lorica”  ovvero “ scudo”).Vive sulle creste rocciose più alte ed impervie , raggiunge dimensioni colossali e ha una crescita lentissima . Secondo alcuni biogeografi , il Pino Loricato sarebbe un relitto di epoche remote, giunto in Italia da Oriente durante le  glaciazioni , quando l’abbassamento del livello del mare avrebbe creato un ponte di terre emerse attraverso l’Adriatico. Il territorio del Parco , è un giardino botanico naturale , in esso sono state censite circa 1700  di piante delle quali 366 officinali ,utilizzati per la  cura  del  corpo. Nel Parco del Pollino vi è un  pezzo di Provenza , grazie alla lavanda selvatica del Pollino che pian piano rischiava di scomparire , adottata  con  il nome  di Loricanda , un mix  tra il nome del Pino Loricato. La raccolta e la lavorazione spontanea della lavanda, nel  Parco Nazionale del Pollino era un’attività fiorente, fonte di reddito per gli abitanti del luogo , basti pensare che gran parte dell’olio essenziale di lavanda  veniva acquistato dalla azienda farmaceutica Carlo Erba. Dal punto di vista faunistico, l’area  del  Pollino è tra le più  rilevanti di tutto il meridione d’Italia. Sono qui presenti l’ aquila reale ,il picchio nero ,il nibbio  reale ,il falco pellegrino, il gatto selvatico  e il lupo. Il Parco del Pollino offre la possibilità di praticare diversi sport come il rafting , il torrentismo , amanti di speleologia e di mountain bike.


 
PARCO NAZIONALE DELLA SILA.



 
Il Parco Nazionale della Sila è stato istituito nel 1997, Sila  ossia Selva foresta dei Bruzi. I Bruzi antico popolo di pastori e artigiani ,ma anche di fieri combattenti. La Sila diviene poi la dimora mitica di Silvano o Sileno,il figlio del fiume Crati, nonché  , Dio della foresta il quale consacrava la ”pece ”estratta dalle foreste dell’ altopiano .Sotto i Bizantini la Sila divenne rifugio per schiere di monaci basiliani ,provenienti dai Balcani, Grecia, o dalla  parte meridionale della Calabria, qui i monaci lasciarono molte tracce , costruirono cenobi come quello di S.Maria del Patire  a Rossano. Il  lago più importante è il Cecita dove abitavano popolazioni che coltivavano questi luoghi e lavoravano l’ ossidiana proveniente dalle isole Eolie. La Sila è il grande serbatoio verde d’Europa , il Santuario verde della natura italiana , cuore e polmone verde della Calabria. Ampie sono le vallate nel parco dove è praticata la pastorizia e l’agricoltura ,legata alla coltivazione della patata della Sila Igp, che insieme ai funghi sono gli elementi che contraddistinguono la gastronomia della Sila.
 
Il Parco Nazionale della Sila è un vasto altopiano ,ricco di foreste  e circondato da  monti alti  dai 1200 ai 1900m , come i “ Giganti della Sila” un  bosco  ultracentenario con più di 60 tipologie di pini e aceri piantati nel 600.Il simbolo del Parco Nazionale della Sila è il” Pino Laricio”  fu anticamente utilizzato per ricavare  la” pece bruzia “, una sorta di colla estratta attraverso delle incisioni sulla corteccia  ed usata come sostanza aromatica e nella cosmesi. Al suo interno custodisce uno dei più significativi patrimonio di  biodiversità che merita tanto di essere amato e protetto.  Il Parco abbraccia le tre Sile: Sila Grande, Sila Piccola ,Sila Greca.
LA SILA GRANDE:   è la più ricca di flora e di fauna, la più suggestiva , ma anche quella dove l’uomo ha lasciato tracce più marcate  durante il suo passaggio. Accanto alla flora tipica , si possono ammirare molte piante introdotte artificialmente, larici , abeti rossi ,betulle, castagni. L’ombra delle immense conifere favorisce la diffusione dei funghi tipici silani.
 
LA SILA PICCOLA :  fin da poco tempo era la zona più selvaggia ,è poco frequentata , ma oggi molte strade hanno permesso l’accesso all’uomo,infatti, ha perso tanto del suo aspetto originario. Per secoli è stata definita la foresta del “Gariglione ”deve il suo nome al cerro ( in calabrese gariglio), come foresta vergine unica in Europa che accoglieva pini e abeti barbuti di straordinarie dimensioni.
 
LA SILA GRECA: così chiamata per la presenza della Magna Greciavi che colonizzò queta area sin dal VI secolo A.C.

 
PARCO NAZIONALE  DELL’ASPROMONTE.



 
Il Parco Nazionale dell’Aspromonte , al centro del Mediterraneo , ha notevoli presenze storiche, artistiche e archeologiche. L’Aspromonte è una meraviglia naturalistica, culturale ed umana per qualsiasi visitatore .Il Parco Nazionale dell’Aspromonte presenta  una struttura frastagliata del territorio, dal Tirreno allo Jonio, e regala una grande varietà di specie  vegetali generando un’ampia biodiversità grazie alle condizioni climatiche molto favorevoli. Le aree di quota più elevate sono le faggete e abeti bianchi. L’Aspromonte è sempre stato terra di transito ,fin dall’epoca magnogreca  in quanto collegato bene tra lo Jonio e il Tirreno. L’Aspromonte significava anche risorsa economica .Dalle foreste di pino laricio i Romani estraevano la pece per calafatare le navi e sigillare i contenitori , mentre dal legname si ottenevano le travi per la costruzione di edifici , oltre alle assi per la realizzazione delle imbarcazioni .Fine ‘800 era, attivo il commercio della neve .Ogni estate, numerose carovane cariche di neve scendevano dalle alture per approvvigionare di  ghiaccio le botteghe che confezionavano la sciurubetta(sorbetto),mentre altri s’imbarcavano verso la Sicilia, per rinfrescare i nobili e i benestanti dell’isola.

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