Patirion - Perla del Pollino

Perla del Pollino
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ANDIAMO INSIEME SULLA COSTA IONICA DELLA CALABRIA


Cari lettori, quest’oggi mi piace guidarvi virtualmente in un luogo ricco di suggestione, immerso nei boschi …un oasi di pace e di tanta serenità.
Andiamo su un rilievo montuoso della Sila Greca, nel Comune di Rossano-Corigliano, dopo qualche km in montagna, troviamo la chiesa dedicata a Santa Maria del Patire o Pathirion.

Lo spettacolo.. si presenta davanti i nostri occhi increduli …di tanta bellezza.

Vediamo i resti di un complesso monastico imponente di origine basiliana ,risalente al XII secolo. L’Abbazia venne fondata dal sacerdote Bartolomeo da Simeri ,in questo luogo esistevano già numerose laure eremitiche. Questo  luogo fu scelto da tantissimi monaci basiliani, fuggiti dalla Sicilia dopo l’incursione araba ed è proprio  questo il motivo, che a Rossano ci fu la più alta concentrazione di monasteri basiliani ( ben sette) e si aggiudicò il titolo di Rossano la Bizantina.
Innanzi ai nostri occhi … tre absidi semicircolari rivolte ad Oriente, presentano delle decorazioni importanti ,realizzate in pietra arenaria e lavica ben conservata la sua struttura, di chiara e indiscussa influenza  normanna. Costeggiando l’esterno della chiesa vediamo lo stemma della famiglia Barberini (Uno scudo con tre api = simbolo di grande laboriosità),mi incuriosì molto la mia prima volta al Pathirion ciò, e mi documentai.
Bene questa illustre famiglia toscana ,amava e custodiva i capolavori dell’arte, andando al Pathirion rimasero rapiti da tanto splendore e decisero di lasciare una lauta cifra di danaro ai frati, quest’ultimi  in segno di riconoscenza per tale nobile atto ,fecero porre all’esterno della chiesa lo stemma del loro illustre casato.
Vediamo i resti del monastero e immaginiamo come sia stato un tempo.
Un centro di grande spiritualità e cultura, che ha lasciato un ingente patrimonio di manoscritti e codici in miniatura realizzati negli Scriptorium. E a tal proposito come si fa a non parlare del Codex Purpureus Rossanensis ,un evangelario del VI secolo, Patrimonio Unesco dal 2015,oggi custodito nel Museo Diocesano di Rossano.
Realizzato in pergamena purpurea con le pelli di quarantasette agnelli finemente lavorata, la sua scrittura è in caratteri greco onciale ,si compone di due colonne su ogni pagina ,composte da venti righe ciascuna ,le prime tre righe scritte in caratteri d’oro e le altre in argento .
In totale il codice è composto di 188 fogli, sono presenti in esso il Vangelo di Marco e di Matteo, gli altri due vangeli sono andati purtroppo dispersi. Presenta al suo interno ben quattordici miniature che raccontano attraverso l’immagine i momenti più significativi della vita di Gesù è un opera che lascia il visitatore affascinato, dalla estrema precisione del racconto figurato del nuovo testamento.

Di questo prezioso documento potrei parlarne all’infinito, sono innamorata di questo territorio e dei suoi capolavori.

Entriamo, avvolti da una gran curiosità all’interno della Chiesa.

Si presenta divisa in tre navate con tre absidi semicircolari ,robusti pilastri e una pavimentazione decorata a mosaico di gusto arabo ,che raffigura animali reali e mitologici, in opus sectile ,del XII secolo, solo una parte della pavimentazione  a mosaico si è salvata dall’incuria dell’uomo e del tempo, interessante e imponente il Crocefisso del 1600.
Passeggiando all’esterno del Pathirion, notiamo l’ingresso principale con un notevole arco acuto di una straordinaria bellezza, quasi sempre chiuso perché si accede all’interno della Chiesa da un ingresso laterale. Il nostro sguardo viene subito rapito dal mar Ionio dal colore azzurro sembra un tutt’uno con il cielo!
E’ superfluo dire che vi aspetto, per scoprire insieme le bellezze storico-artistiche e paesaggistiche di una terra meravigliosa.
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